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La Melagrana


    
SCIENZA
31 ottobre 2007
LE FOBIE!.......più diffuse.
                                             

      NEVROSI FOBICA

È una nevrosi da transfert dove l’ansia viene canalizzata mediante il meccanismo di difesa dello spostamento; l’energia iniziale collegata all’oggetto angoscioso si sposta su un altro oggetto: vi può essere una relazione simbolica o complessuale fra gli oggetti.

Personalità: il soggetto vive costantemente sulla difensiva, ha paura di tutto soprattutto di ciò che non conosce (nessuna nuova, buona nuova), non tollera il confronto, desidera tanto che ci fosse qualcun altro al suo posto, quando dà la mano, contemporaneamente la ritira. Teme tutto ed organizza la sua vita su questo atteggiamento. È sempre in condizione di allarme e la fuga è un elemento ricorrente: è l’antiesplorativo per eccellenza .

Esistono delle madri che insegnano ai bambini che bisogna avere paura di tutto o che fanno tutto per i figli evitando loro ogni confronto, annullando così ogni incentivo di un naturale bisogno esplorativo. In particolare l’interesse per il sesso che così facendo viene inibito. Paura (phobos) e desiderio (eros) nascono insieme, ma quest'ultimo dovrebbe essere un po’ più grande della paura per riuscire così a progredire: nel nevrotico è l'opposto.

Si sviluppa una personalità che riesce ad avere paura di tutto persino della propria esistenza. Questa struttura diventa una nevrosi fobica quando identifica degli oggetti che fanno paura (oggetti fobici): entra dunque in atto il meccanismo dello spostamento. A questo punto si mettono in funzione delle condotte controfobiche verso i medesimi oggetti, condotte di rassicurazione, di evitamento, di sfida. Gli oggetti fobici possono aumentare con il tempo fino ad arrivare ad avere paura di tutto.

Le Fobie più diffuse:

Paura degli spazi aperti (agorafobia): l'ansia che insorge quando si tratta di uscire di casa da soli può essere lieve o giungere a vere e proprie crisi di panico che possono portare a svenimenti, sensazioni di vertigine e talvolta anche ad una perdita del controllo sfinterico.

Paura degli spazi chiusi (claustrofobia): paura dei luoghi chiusi o troppo affollati, come ascensori, gallerie, scompartimenti dei treni, cabine telefoniche e simili, dove in alcuni casi prevale la sensazione di soffocamento e oppressione, in altri quella di essere rinchiusi o imprigionati. La claustrofobia e le reazioni ad esse associate rimandano filogeneticamente alle risposte di terrore degli animali posti in una situazione in cui non hanno la possibilità di fuga.

Paura dell’autostrada: è un percorso dove non si può ritornare in dietro (il tempo passa), quello che si è fatto è fatto ed è irreversibile; chi può tornare indietro è l’adolescente, capace di fantasticare.

Paura delle gallerie: la galleria può rappresentare il canale del parto, dunque vi è una paura della nascita, anche questa è irreversibile; sul piano simbolico indica la difficoltà di cambiamento, di un passaggio. È un cambiamento da una situazione ad un'altra. La nostra coscienza è in grado di percepire la realtà in base alle misure spazio tempo. C’è un’evoluzione della coscienza umana in base al bisogno; man mano che aumenta la rappresentazione di sviluppo che si ha di sé si cerca più spazio (scoperta dell’America, viaggi spaziali, ecc.) .

Paura degli animali con tante zampe (ad esempio ragno [aracnofobia]): reazione fobica di repulsione nei confronti dei ragni, più diffusa tra le donne perché, secondo la psicanalisi, questa fobia è legata alla paura della distruttività materna che la donna può inconsciamente avvertire dentro di sé e trasporre nella realtà esterna, indirizzandola ad un oggetto sostitutivo che nella fattispecie è il ragno.

Paura dei topi: sono delle organizzazioni di specie che da sempre si sono associate a quelle organizzazioni umane, queste si nascondono nei sottofondi, nelle fogne, penetrano ovunque, sono dei portatori di malattie, stanno tra quello che noi rimuoviamo, e noi rimuoviamo gli istinti (sesso, morte, ecc.).

Paura dei serpenti: il serpente è un animale che non si può addomesticare; simbolicamente rappresenta l’istinto puro dove ad uno stimolo c’è una risposta.

Paura dello sporco (rupofobia): fobia per lo sporco, che innesca un meccanismo ossessivo che costringe il soggetto ad affaccendarsi in continue pulizie. Secondo la psicoanalisi la rupofobia può nascondere un inconfessato rifiuto della sessualità, dello sperma, delle mestruazioni, della gravidanza che il soggetto vive in modo conflittuale.

Diagnosi

La diagnosi si effettua sul tipo di condotte controfobiche, non sulle fobie che possono essere:

Pallina.gif (3556 byte) Condotte di evitamento (modello comunemente più usato).
Condotte di rassicurazione (quando l'oggetto non è evitabile).
Condotte di sfida.

1) Condotte di evitamento: sono quelle più massicciamente usate: si evita l’oggetto che fa paura. La persona si confronta sempre di meno con l’oggetto fobico (questo è l’esito di una nevrosi non trattata), gli oggetti diventano sempre più numerosi (fino ad esempio, di non potere più uscire di casa). All’inizio di una nevrosi si eseguono delle operazioni per mascherare questo oggetti. Con il tempo la persona organizza la sua vita su una condotta di evitamento rendendola sempre più complicata.

2) Condotte di rassicurazione: qui la presenza di una persona basta a ridurre la paura nel confronto di un oggetto fobico. La condotta di rassicurazione può essere realizzata anche da persone non necessariamente potenti: anche la presenza di un neonato può essere sufficiente; anche le cose, ad esempio gli amuleti che sono il simbolo di potenza per eccellenza, possono essere utilizzati.

3) Condotta di sfida: (rara) questa capita quando la persona esasperata per la sua angoscia e non potendo ricorrere ad una condotta di evitamento o di rassicurazione, affronta l’oggetto fobico in modo impulsivo (ad esempio attraversare una piazza di corsa), in questo tipo di condotta l’individuo può riscontrare dei grossi problemi (ad esempio va finire sotto una macchina).

Un caso particolare è la fobia d’impulsione (nevrosi fobica) dove l’oggetto fobico è più che altro una situazione dove la persona è tentata da un impulso aggressivo (chi ha paura dei coltelli, la paura reale è quella di ammazzarsi o di ammazzare qualcuno). Se il soggetto ha una pulsione e adotta una condotta di sfida può accadere qualcosa di grave.

Diagnosi, prognosi e terapia

La diagnosi semplice (la nevrosi fobica pura non è frequente), ma possono essere complicate da sintomi d’ansia ossessivi. La diagnosi si esegue sulle condotte controfobiche, la cui personalità fobica è molto evidente. Quando vi è una organizzazione di evitamento, rassicurazione o sfida, la diagnosi sarà nevrosi fobica, quando vi è una organizzazione di rituali la diagnosi sarà una nevrosi d’ansia.

Prognosi: è sostanzialmente buona.

Terapia: non è difficile da curare, solo che il soggetto può avere paura d’essere curato: ha la tendenza di fuggire anche dalla malattia stessa. Per quanto riguarda la terapia psicologica vi sono diversi tipi d’approccio e tutti possono risultare efficaci. Nella terapia farmacologica si usano gli ansiolitici che sono efficaci nelle crisi d’angoscia; il medicamento può cronicizzare lo stato: è come un circolo vizioso che non risolve il problema ma solo lo attenua momentaneamente. Con il tempo gli oggetti fobici possono allargarsi fino a raggiungere un livello di vita pessimo. Spesso questo tipo di pazienti vengono maltrattati dalla medicina generale con il rischio di cronicizzazione.

Un caso particolare sono le nevrosi fobico - ossessive dove le condotte di evitamento non sono quelle summenzionate (evitamento, rassicurazione e sfida) ma dei rituali veri e propri.


Anabasi.'.     




permalink | inviato da Anabasi il 31/10/2007 alle 22:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
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